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Cammino Neocatecumenale

Carmen Hernandez, una vita di Testimonianza.

Carmen Hernández: una vita di Testimonianza.

Carmen è nata ad Ólvega, un paese di Soria, il 24 novembre 1930. Ha studiato con la Compañía de María a Tudela, in Navarra. Fin da giovane si sentiva chiamata ad essere missionaria in India, ma suo padre la costrinse a studiare chimica, facoltà dalla quale si laureò nel 1954.

Dopo aver lavorato per qualche tempo nell’industria del padre a Jaén, si recò a Javier ed entrò nell’istituto religioso dei Missionari di Cristo Gesù. Nel 1960 svolse un anno di preparazione teologica a Londra per essere inviata in India, ma la missione era limitata e, infine, non fu possibile, così tornò a Barcellona.
Nel 1963 fece un viaggio in Terra Santa. Dopo un anno di permanenza, tornò a Madrid e iniziò il suo lavoro nelle baracche di Madrid. Lì incontra Kiko Argüello, con cui sarà uno stretta collaboratrice per i successivi 50 anni.

Carmen Hernández è morta il 19 luglio 2016 a Madrid. Papa Francesco, in una lettera scritta in occasione della morte della cofondatrice del Cammino Neocatecumenale, ha ringraziato «per la testimonianza di questa donna, animata da un amore sincero per la Chiesa, che ha speso la sua vita nell’annuncio della “Buona Notizia” in ogni luogo, anche in quelli più lontani, senza dimenticare le persone più emarginate”.

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Papa Francesco incoraggia il Cammino Neocatecumenale a continuare a predicare il Vangelo in tutto il mondo

Il Papa ha ringraziato Kiko Argüello per l’opera di evangelizzazione del Cammino: “Sono felice perché voi fate la cosa più importante nella Chiesa, cioè l’evangelizzazione, e non con proselitismo ma con testimonianza”. Allo stesso tempo, il Papa ha sottolineato la importanza della presenza delle famiglie nelle missioni, che con la loro testimonianza attirano pagani e lontani dalla fede.

Il Santo Padre ha accolto con favore la proposta di Kiko per un nuovo gruppo “Famiglie in missione” che si terrà prossimamente.  Al termine dell’udienza, che si è svolta in un clima di grande cordialità, Francesco ha incoraggiato Kiko a proseguire l’intero Cammino Neocatecumenale di proclamazione del Vangelo.

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SONO CRESCIUTO A PANE E BIBBIA, l’esperienza di Don Francesco Giosuè Voltaggio.

Sono cresciuto a pane e Bibbia. I miei genitori superarono una profonda crisi matrimoniale grazie all’incontro con il Cammino neucatecumenale e da quel momento la Parola di Dio è entrata stabilmente nella nostra vita. Come anche la Terra Santa, dove sono stato per la prima volta a 4 anni, in occasione del 25° anniversario di nozze dei miei genitori». Bibbia e Terra Santa sono i due punti fissi della vita di don Francesco Voltaggio, 46 anni, originario di Roma, che oggi vive a Tiberiade sul Lago di Galilea, dove è rettore del seminario internazionale diocesano (del patriarcato latino di Gerusalemme) Redemptoris Mater.

La sua testimonianza è l’evidenza di cosa possa accadere quando ci si lascia interpellare dalla Parola. «In famiglia la domenica mattina vivevamo la liturgia domestica delle Lodi. Dopo aver partecipato alla Messa con la comunità il sabato sera, il giorno dopo i miei genitori ci proponevano
«In famiglia leggevamo le Scritture. Da noi bambini venivano le domande più semplici e vere»
un brano biblico di cui parlavamo assieme. Ognuno era libero di dire quello che la Scrittura gli provocava e da noi bambini emergevano sempre le domande più semplici e vere». Don Voltaggio è cresciuto in un contesto cristiano ma, ammette, non pensava di farsi prete. «Da ragazzo mi sono un po’ allontanato dalla Chiesa. Suonavo la chitarra elettrica, ero preso da tante cose e fra i 17 e i 19 anni ho avuto una fidanzata con cui siamo stati molto innamorati. È cambiato tutto nel 1993 a Denver, negli Stati Uniti, dove ero in pellegrinaggio per la Giornata mondiale della gioventù. Nello stesso periodo uno dei
miei fratelli stava attraversando un periodo di grande sofferenza psichica, poi superata grazie a un viaggio in Terra Santa. Durante i lunghi trasferimenti in pullman mi si aprirono le orecchie alla voce di Dio. Mi trovai davanti alle domande esistenziali: mi chiesi, ad esempio, se la mia strada fosse quella di sposarmi o meno. Rientrato in Italia lasciai la mia ragazza e decisi di diventare sacerdote e pienamente cristiano. La bontà della scelta mi fu chiara dal momento che subito provai una grande gioia, che ancora non mi abbandona».

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NUOVA BIBBIA SCRUTATIO

Il 20 di Ottobre esce in tutta Italia la “BIBBIA SCRUTATIO” preparata dalle Edizioni San Paolo, la più riccha di passi paralleli e note esegetiche attualmente in commercio. Risultato di vari anni di lavoro di un equipe di biblisti internazionali tra i quali Don Francesco Giosué Voltaggio.

Presentazione di Don Francesco Voltaggio

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IL FUTURO DELLA CHIESA: UNA “INIZIAZIONE CRISTIANA” CHE FORMI COMUNITA’ CHE VIVANO IN CRISTO RISORTO.

Il Cammino Neocatecumenale è a servizio dei Vescovi e dei Parroci come itinerario di riscoperta del battesimo e della formazione permanente della fede, e viene proposto ai fedeli che desiderano ravvivare nella loro vita la ricchezza dell’iniziazione cristiana.

Il Cammino – il cui itinerario si vive nelle parrocchie, in piccole comunità, costituite da persone di diversa età e condizione sociale – porta gradualmente i fedeli all’intimità con Gesù Cristo e li trasforma in soggetti attivi nella Chiesa e in testimoni credibili della Buona Notizia. Il Cammino è anche uno strumento per l’iniziazione cristiana degli adulti che si preparano a ricevere il battesimo.

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LA NUOVA EQUIPE RESPONSABILE DEL CAMMINO NEOCATECUMENALE

L’equipe internazionale responsabile del Camino dal 2018 è composta da Kiko Argüello (responsabile dell’equipe), María Ascensión Romero, e dal presbitero Padre Mario Pezzi. Dagli inizi del Cammino nel 1964, e fino al 2016, l’equipe era formata da Kiko Argüello e Carmen Hernández, Iniziatori del Cammino, e da Padre Mario Pezzi. Dopo la morte di Carmen il 19 luglio 2016, è entrata a far parte dell’equipe María Ascensión Romero. L’Equipe Internazionale promuove il Cammino Neocatecumenale in tutto il mondo, con la collaborazione di equipe itineranti in ogni nazione. Sue responsabilità sono: guidare la realizzazione del Cammino Neocatecumenale e garantirne l’autenticità; mettere in atto quanto le compete a norma degli Statuti; fare le consultazioni che si ritengono appropriate; mantenere regolari relazioni con i Vescovi diocesani; così come intrattenere rapporti regolari, tra gli altri, con il Dicastero dei Laici, Famiglia e Vita della Santa Sede.

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KIKO ARGUELLO E LA MUSICA SACRA CONTEMPORANEA

Durante questi anni, Kiko Argüello ha sviluppato per il Cammino Neocatecumenale diverse creazioni in campo musicale. Da quando è andato a vivere nella baracca di Palomeras Altas con una Bibbia e una chitarra, ha composto più di 300 canti che compongono il cosiddetto “RISUCITÒ, canti per le comunità neocatecumenali”. Alcuni si cantano attualmente in numerose parrocchie di tutto il mondo e sono stati cantati in molte occasioni in presenza dei diversi Papi. Per loro, Kiko ha ideato accompagnamenti musicali utilizzando un grande numero di strumenti.

Nel 2010, Argüello forma l’Orchestra Sinfonica del Cammino Neocatecumenale e compone l’opera “La Sofferenza degli innocenti”, che descrive attraverso la musica il dolore della Vergine ai piedi della croce. Dopo essere interpretata in Israele dinnanzi a diverse autorità e 200 vescovi, gli ebrei profondamente impressionati, hanno riconosciuto di sentirsi compresi e amati dalla Chiesa di fronte al dolore della Shoah (l’Olocausto). A partire da allora, questa sinfonia è stata un ponte di dialogo tra il popolo ebreo e la Chiesa cattolica. Dopo la sua composizione, è stata interpretata in diversi luoghi, come il Vaticano – in una occasione alla presenza di Benedetto XVI – Gerusalemme, Betlemme, Madrid, Parigi, Tokio, New York, Chicago, Boston, Düsseldorf o Auschwitz tra gli altri.

Kiko Argüello è anche autore di due libri: nel 2012 ha pubblicato “IL Kerigma, nelle baracche tra i poveri” e nel 2016 “Annotazioni. 1988-2014”.

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Carmen Hernandez

Per tutto questo io ringrazio prima di tutto Dio che è immenso e che ha fondato la sua Chiesa sopra la roccia, sopra Pietro. Perché in mezzo a queste grandi sofferenze che ho avuto in Barcellona, in cui ho scoperto la Pasqua, Dio mi ha portato alla terra di Israele che ho percorso senza soldi, né niente. Dal Libano in Tripoli, dove c’è un Santuario e tanti cedri, fino al Negheb e fino a Eilat nel mar Rosso e non si poteva passare al Sinai allora. Ho percorso a piedi tutta quella terra e Dio mi ha aperto le Scritture in una forma impressionante. Ringrazio il Signore.
Una delle grazie più forti che ho avuto è stata a Ein Karem: io pensavo di fondare, con alcune amiche, un’associazione nuova, un movimento, ma ho sentito dalla Madonna “No … è la Chiesa: Benedetta tu fra le donne, sarà la Chiesa”. E io, in mezzo a mille problemi andavo spesso alla roccia del Primato. A quel tempo non c’erano tanti turisti; era come adesso con problemi, c’era ancora il muro in Gerusalemme; io andavo al Primato di Pietro e lì passavo ore e giorni seduta sulla roccia, chiedendo a Dio qual era il posto che avevo io nella Chiesa. Per questo al ritorno da Israele per prima cosa sono andata a S. Pietro e ho pregato lì il Credo; dopo sono andata a S. Paolo. Per questo mi emoziona che questo decreto venga firmato nel giorno dei Santi Pietro e Paolo, perché dopo ho visto passare per di qua tutte le comunità e poi andare in Terra Santa, dove Dio mi aveva preparato.
Voglio molto bene a Kiko Arguello, che è un artista. L’ho conosciuto per caso, perché lui lavorava con una mia sorella (aiutando prostitute e omosessuali). Andare a Madrid era l’ultima cosa che io volevo, mio padre che era un industriale, con progetti enormi, mi aveva fatto studiare scienza e chimica e mi diceva: ” Con tuo padre farai più per le missioni….”. Bene, non volevo andare a Madrid. Kiko mi sta già interrompendo, come al solito: 1 a 0! Quando io inizio a parlare Kiko mi interrompe.
Dio non mi ha preparato con il teatro, ma con la scienza e con la chimica e mi ha dato grazie enormi. Dicevo che ho incontrato Kiko una prima volta, perché mia sorella diceva: “Ho conosciuto un messianista come te, lo devi conoscere”, abbiamo preso un appuntamento nella piazza Cibeles, in un bar di fronte alla posta, lui ha tardato mezz’ora e alla fine quando doveva andare via mi ha chiesto mille pesetas, i soldi per il taxi. Capito? Questo è stato il mio primo incontro con Kiko. Il secondo incontro è stato in un bar di Palomeras. Io avevo delle amiche e volevo fare con loro una fondazione nuova, già avevo vissuto con i poveri a Barcellona prima del ’64. Dico questo perché è anche vera questa data del ’64, ma per me il Cammino è iniziato con il Concilio.

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