Cammino Neocatecumenale

INCONTRO DEL CARDINALE COBO CON IL CAMMINO NEOCATECUMENALE

La sera dello scorso 26 maggio, domenica della Santissima Trinità ha avuto luogo nel Centro Neocatecumenale della Urbanizzazione della “Pizarra” (El Escorial) un incontro del Cardinal Josè Cobo, Arcivescovo di Madrid con l’equipe internazionale del Cammino Neocatecumenale attualmente formato da Kiko Argüello – co-iniziatore di questa realtà ecclesiale insieme alla Serva di Dio, Carmen Hernández – il Padre Mario Pezzi y Ascensión Romero. Hanno partecipato all’incontro circa 700 fratelli delle comunità della Diocesi di Madrid- in rappresentazione delle 222 comunità esistenti in 44 parrocchie – con circa 100 bambini loro figli e 70 presbiteri, tra i quali si trovavano Mons José Luis del Palacio, Vescovo Emerito della Diocesi del Callao, don Gabriel Benedicto , Vicario Episcopale della Vicaria VI e don Eduardo Zapata rettore del Seminario Diocesano Redemptoris Mater Ntra. Sra. De la Almudena.

KIKO HA DETTO IN CHE CONSISTE IL “CAMMINO NEOCATECUMENALE” Di fronte alla solitudine dell’uomo contemporaneo, il Cammino Neocatecumenale ha risposto a questo fenomeno sociologico con un altro di maggiore entità: l’apparizione della comunità cristiana come la Santa Famiglia di Nazaret; piccole comunità cristiane che vivano in umiltà, semplicità, e lode, che siano il corpo visibile di Cristo Risorto dove diventano reali  le parole del Signore: “Amatevi come io vi ho amato. In questo amore sapranno che siete miei discepoli”. Tutto il neocatecumenato è un una riscoperta del Battesimo, scendere i gradini della piscina battesimale fino ad arrivare gradualmente alle acque del battesimo… Annunciamo Gesù come colui che è venuto a rompere il cerchio della morte, che imprigiona realmente tutti gli uomini. L’uomo non può amare. Perché? Perché non ha vinto la morte. Dio ha inviato Gesù Cristo per distruggere la morte con la sua resurrezione”   

Il CARDINALE COMBO HA VOLUTO SOTTOLINEARE : “C’è qualcosa che la Chiesa afferma fin dal principio. La Chiesa ha detto che per sapere dove sta Gesù e per poterlo raccontare agli altri, è necessario fare un processo. Fare un itinerario e fare un cammino, perché, con le testimonianze degli uni e degli altri, e con la sapienza della Chiesa, possiamo conoscere dove sta Gesù… Questo è quello di cui ha bisogno la nostra diocesi di Madrid”.